Gli Indesiderati di casa nostra

Bari. In vista del G7 del 12 maggio prossimo, la Questura del capoluogo pugliese intensifica le misure di sicurezza contro la criminalità. Ed espelle tre attivisti politici e un ricercatore universitario per l’occupazione di Villa Roth, di proprietà della Provincia
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La Redazione del Master di Giornalismo di Bari

L’Europa alza i muri. La Gran Bretagna esce dalla Ue. Un decreto legge, approvato oggi, elimina il secondo grado di giudizio per gli immigrati richiedenti asilo. Si aboliscono i diritti, si rafforzano i soprusi, con la scusa della sicurezza e dell’ordine pubblico. I continenti diventano fortezze, le città diventano Cie, dove c’è chi viene identificato ed espulso e chi può rimanere, a condizione che. La sensazione è che il principale diritto, quello di vivere in serenità la propria condizione di essere umano cittadino del mondo, venga sempre più eroso. E questa erosione ci riguarda da vicino vicino. A Bari per esempio, in vista del G7 del 12 maggio prossimo, si è scelto di espellere degli attivisti politici, tra cui un ricercatore universitario, perché, come componenti del collettivo di occupazione di un bene pubblico abbandonato, Villa Roth, s’erano allacciati abusivamente all’elettricità e alle condutture dell’acqua. E’ con orgoglio che debuttano sulle pagine del Tacco le studentesse e gli studenti del Master di Giornalismo di Bari. Sono i “miei” studenti”. E sono “giornalisti giornalisti”. MLM

SOMMARIO PRIMA PUNTATA

SECONDA PUNTATA

Avviso di “foglio di via” a quattro residenti a Bari in attesa di giudizio per l’occupazione di Villa Roth. Mentre in Senato si discuteva del “Daspo urbano” (le norme di espulsione dalle città, previste dal decreto legge Minniti, approvato oggi) a Bari la Questura ha anticipato i tempi notificando a quattro persone l’allontanamento dal capoluogo pugliese motivando l’ “espulsione” con il fatto che nel 2012 “si impossessavano di energia elettrica per l’impianto di Villa Roth”, sottraendola all’Enel.

Il “Foglio di Via”

Tecnicamente si tratta di una “comunicazione di avvio del procedimento amministrativo”, in questo caso firmato da Francesco Favuzzi primo dirigente della questura di Bari, che avverte i destinatari dell’imminente ricezione del “foglio di via”. Dieci giorni per far preparare ai riceventi le memorie, ossia i documenti e le osservazioni necessarie per mettere in piedi la propria difesa. Dopo 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione, il “Foglio di via” diventa esecutivo e può essere impugnato dinanzi al Tar, spendendo, per le tasse, non meno di 700 euro.

Ma chi riceve il “Foglio di via”? Sono “coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi; coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose; coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, comprese le reiterate violazioni del foglio di via obbligatorio di cui all’articolo 2, nonché dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa, che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica”(art. 1 del Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159). Il decreto legge 159/2011 elenca nel dettaglio gli articoli del codice di procedura penale che si possono invocare per motivare l’espulsione. E sono reati che delineano mafiosi, assassini, terroristi, sovversivi dello Stato e fascisti “conclamati”, (art. 4 dello stesso decreto).

Il caso barese

Le quattro persone che a Bari hanno ricevuto il foglio di via non potranno più rientrare nel Comune e nelle sue frazioni per i prossimi tre anni. Un vero e proprio esilio motivato solo dall’accusa di “furto di energia elettrica e di acqua” aggravato dal fatto che per farlo hanno rotto un contatore. Paradossale se si pensa che nel centro di Bari sono state numerosi gli allacci abusivi alla rete Enel, anche da parte di esercizi commerciali. Tra gli “indesiderati” anche un ricercatore dell’Università di Bari e per questo alcuni docenti si stanno attivando per una raccolta firme.

Il collettivo di soccorso “NonsoloMarange” si sta attivando per difendere e sostenere economicamente il ricorso alla giustizia amministrativa dei quattro cittadini accusati. Intanto è stata lanciata dalla stessa associazione una campagna sui social: #semicaccinonvale, che nei prossimi giorni, inoltre, darà vita a presidi e dibattiti nella città di Bari.

Villa Roth

Secondo il decreto legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i., recante “Codice dei beni culturali e del paesaggio, validato l’8 marzo 2013, Villa Roth è un immobile “dichiarato di notevole interesse pubblico” (ai sensi degli articoli 136 e 157 del Codice). <<La villa – riporta il documento – è una pregevole costruzione ottocentesca con un giardino la cui alberatura comprende pini, cipressi, ulivi, leguminose, attigua a Villa Grassi e prospiciente a villa Luisa e Villa Giordano situata nella stessa strada (Via Celso Ulpiani 113) e costituisce un episodio degno di essere tutelato per le sue caratteristiche architettoniche e ambientali>>.

“ Il 26 Novembre 2011 precari, studenti, senza fissa dimora, migranti, artisti e musicisti, si sono organizzati ed hanno deciso di prendere possesso di questa struttura per “soddisfare con un solo gesto le diverse esigenze di questo nuovo collettivo”, riporta il blog ufficiale.   “Era il bisogno di una casa propria in cui vivere dignitosamente[ …] la necessità di avere una sede politica per le proprie assemblee, iniziative e la possibilità di organizzarsi per espandere il conflitto, perché la politica delle istituzioni non ci rappresenta – si legge ancora nella presentazione degli occupanti – uno spazio sociale in cui produrre spettacoli, concerti, corsi che mettano in campo le nostre competenze, cene e tutto ciò che si è riusciti a realizzare per soddisfare il bisogno di socialità che è proprio di ogni essere umano. Perché un’occupazione è tutto questo: casa, politica, socialità”.

Il “Daspo urbano”

E’ un decreto legge di iniziativa governativa, proposto dal Ministro dell’Interno Minniti (Pd) il 20 febbraio scorso.

Il testo già approvato dalla Camera il 16 marzo e passato al Senato il 17, prevede “disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge”.

Da oggi, il cosiddetto “decreto sicurezza”, approvato dal Senato, è legge.

A Bari dunque possiamo tirare un sospiro di sollievo: tutti i “cattivi”, verranno espulsi. Non solo chi occupa una casa di proprietà pubblica e abbandonata, qual è villa Roth. Anche i mafiosi qui non metteranno più piede. Statene certi.

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Avviso foglio di via Bari (PDF)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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