Fiusis, le potature d’ulivo salentino studiate dalla UE

L'azienda di Calimera produce energia verde bruciando i rami d'ulivo. Da otto paesi europei arrivano scienziati per studiarla
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Il ciclo di trasformazione e riuso delle potature di ulivo portato avanti da anni dall’azienda Fiusis di Calimera diventa un caso di studio per otto paesi dell’Unione europea. Per quattro anni 15 partner, tra centri di ricerca, grandi aziende e consorzi, studieranno l’impianto e l’organizzazione aziendale d’eccellenza di Fiusis, che consente il recupero gratuito sui campi delle potature di 120mila alberi d’ulivo in un anno e il conseguente abbandono della prassi della bruciatura dei rami in campagna.

Ma qual è l’idea vincente che ha attirato l’attenzione dei ricercatori europei?
I rami sono raccolti gratuitamente sui campi dei proprietari che ne fanno richiesta e vengono utilizzati per produrre energia verde: un ciclo di produzione a filiera cortissima che ha catturato l’attenzione del Centro di Ricerca Spagnolo per le risorse Energetiche – CIRCE, che coordina i lavori del progetto AGROinLOg “Demonstration of innovative integrated biomass logistics centres for the Agro-industry sector in Europe”- GA no. 727961), finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma di ricerca Horizon 2020.
Partner italiano di AGROinLOG è l’Unità di ricerca per l’ingegneria agraria del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria del MIPAAF, CREA-ING, che studierà la raccolta meccanizzata delle potature residuali degli alberi d’ulivo attuata da Fiusis.
L’obiettivo è ideare dei “Centri logistici integrati” di gestione e riuso di tre diversi tipi di scarti agricoli: i foraggi in Spagna, le potature d’ulivo in Grecia e i cereali in Svezia.
E come modello d’eccellenza per la progettazione di tali “centri logistici integrati” è stato scelto proprio l’impianto per la produzione di energia sostenibile da scarti d’ulivo di Calimera, la cui organizzazione sarà studiata in particolare da Nutria (http://nutriaoliveoils.webs.com/), grande industria olearia con sede in Grecia, che si ispirerà al modello salentino per realizzare un impianto di generazione di energia da fonti rinnovabili quali sono gli ulivi, alberi sacri ed eterni.
L’idea progettuale di Fiusis è che oggi, come accadeva in passato, deve valere il detto che “dell’ulivo non si butta via niente” e che la produzione di ogni derivato, a cominciare dall’energia, debba avvenire in una filiera cortissima: infatti le potature vengono raccolte nel raggio di 10 km negli agri dei paesi della Grecìa salentina (Calimera, Castri, Carpignano, Melendugno, Vernole, Sternatia, Martano e Martignano). Un’attività che tra lavoratori diretti e indotto, occupa 30 addetti.
Fari puntati sul modello “griko”, dunque, punto di riferimento ormai a livello europeo.
Al meeting, organizzato dal CREA-ING di Roma del MIPAAF, parteciperanno tra i partner di progetto,  il Centro per la ricerca e tecnologia greco – CERTH, che supporta tecnicamente la ditta Nutria, rappresentanti della cooperativa di agricoltori locali di Agios Kostantinos – INASO e della Confederazione delle cooperative agricole greche – PASEGES.
Parteciperanno anche:
– l’Associazione nazionale  ITABIA, che ha come focus la promozione di iniziative virtuose di utilizzo del recupero scarti agricoli, come quella rappresentata dall’Impianto di Calimera (interventi di Alessandro Suardi e Vincenzo Alfano).
– l’Università di Foggia, coinvolta nel progetto gemello Up_Running con l’obbiettivo di mettere a fattore comune e in sinergia lo scambio di esperienze con il Progetto AgroInLog (intervento del prof. Massimo Monteleone).
I lavori del Meeting saranno introdotti da Giancarlo Negro, presidente di Confindustria Lecce che stimolerà la riflessione sulle importanti ricadute economiche e sociali di un’azienda come Fiusis, avviata da giovani imprenditori locali capaci di guardare lontano. Perché ciò che è uno scarto ormai  è guardato dalla Ue come ad una risorsa su cui basare filiere produttive innovative, rispettose dell’ambiente e meritevoli di finanziamenti comunitari.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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