Salento, se l’informazione non unisce i puntini

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Indagine per gioco fatta sul serio su quattro quotidiani on line della provincia di Lecce. Col vizietto del copincolla, l’attesa delle veline e l’allergia a consumarsi le scarpe. Assenti editoriali e articoli di cultura.

 

Di Ivan Il Matto (aka Francesco Ria)

 

I problemi della provincia di Lecce li conosciamo: disoccupazione, criminalità, inquinamento, politica inetta, sempre pronta all’inciucio e all’affarismo spicciolo. Emigrazione verso il nord e l’estero di tanti giovani, trasporti pubblici inadeguati e un turismo che cresce in modo casuale e senza programmazione.

Ovvio che un territorio con questi problemi abbia bisogno di una particolare attenzione da parte di chi lo racconta. Nella speranza che possa nascere un vero sentimento d’indignazione popolare verso i fenomeni clientelari e criminali che impediscono la crescita economica e culturale. Da qui l’idea di monitorare la stampa online del Salento cercando di coglierne gli aspetti peculiari e come questi possano influire sul resto della società.

Sono stati raccolti i titoli dei quattro principali quotidiani online del Salento negli otto giorni compresi tra 4-11 gennaio. I siti monitorati sono stati: Lecceprima; Quotidiano di Puglia (sezione di Lecce); Corrieresalentino; Trnews

Ogni giorno alle ore 20 sono stati registrati tutti i titoli pubblicati nella giornata con l’esclusione di pezzi che non riguardavano direttamente la provincia di Lecce e dei pezzi esclusivamente di sport.

Sono stati analizzati un totale di 419 titoli così suddivisi:

  • Lecceprima, 83
  • Quotidiano di Puglia, 69
  • Corrieresalentino, 134
  • Trnews, 133

La ripartizione giornaliera per singola testata è riportata in Figura 1.

Gli articoli sono stati divisi in 6 categorie: attualità, cronaca, cultura, editoriale, politica, spettacoli. Il numero dei pezzi per ogni categoria è riportato in Tabella 1. La figura 2, invece, riporta la suddivisione percentuale per categorie all’interno dei quattro quotidiani online.

Andando al dettaglio delle categorie per le singole testate, le percentuali variano, ma le tendenze generali sono abbastanza simili. In particolare, la cronaca oscilla tra il 53% del Corrieresalentino al 77% del Quotidiano, ma rimane per tutti la categoria di gran lunga prioritaria, seguita dalla politica con percentuali che variano tra il 19% e il 29%. Da notare come articoli di cultura siano comparsi solo su una testata, così come si è registrato un solo editoriale negli otto giorni oggetto dell’indagine. Infine, vale la pena segnalare come il Quotidiano abbia concentrato la propria attività giornalistica esclusivamente su cronaca e politica con solo un ulteriore 5% di pezzi riservati a questioni di attualità.

 

Contando anche l’unico editoriale e la categoria “cultura”, sono 14 i pezzi nati da intuizioni giornalistiche e non da fatti di cronaca o da comunicazioni fatte alla stampa da politici e uffici stampa, il 3,3% del totale.

Nel conteggio, però, rientrano anche gli articoli redatti in seguito a denunce dei cittadini. Trnews, ad esempio, ha uno spazio (diteloatelerama) nel quale chiunque può segnalare disservizi e situazioni di degrado.

Al netto di cultura, soffiate di cittadini ed editoriali, il vecchio lavoro di strada del giornalista, in otto giorni e in quattro testate, conta 6 pezzi (1,4%).

Entrando nel dettaglio delle notizie riportate, poi, risultano evidenti alcune anomalie del giornalismo salentino. Esempio emblematico è l’ennesimo caso “frecciarossa”. Trenitalia ha soppresso, dopo solo sette mesi, le corse del frecciarossa tra Milano e Lecce.

La notizia viene riportata da Lecceprima, Corrieresalentino e Trnews il 9 gennaio.

Ma, nonostante la grande attenzione riservata in passato a questo argomento, nessun giornalista ha avuto il fiuto di anticipare la notizia, nonostante il nuovo orario di Trenitalia fosse stato presentato ai primi di dicembre e, nei comunicati ufficiali, l’azienda esprimesse chiaramente come i collegamenti lungo la dorsale adriatica fossero garantiti solo da frecciabianca.

I cittadini salentini, hanno potuto sapere della soppressione del servizio, solo perché un politico ha colto l’occasione per stilare un comunicato stampa, poi rilanciato da tutte le testate.

Nella giornata del 10 gennaio, poi, si raddoppia, con ben sei pezzi riguardanti le corse soppresse. Ovviamente, gli articoli si riferiscono solo a comunicati di politici e parlamentari che minacciano interrogazioni e prese di posizioni nette contro la cancellazione del treno. L’apoteosi di Trnews: quattro pezzi con dichiarazioni, nell’ordine, di Paolo Perrone, dei parlamentari salentini che interrogano il Ministro Delrio, di Paolo Pagliaro e un ultimo critico sulle dichiarazioni del Presidente della Regione Michele Emiliano.

Dopo aver letto, incuriositi, un articolo su “camini a fuoco” (sic!), e dopo la nevicata epocale che ci ha consentito di leggere 131 scritti sull’argomento (un terzo del totale), il pensiero è andato veloce ai rifiuti altamente tossici che sarebbero illegalmente stati sepolti nella discarica di Burgesi a Ugento. Solo tre articoli sull’argomento per ricordare come il GIP abbia chiesto l’archiviazione del reato. Con che motivazioni? Reati prescritti oppure fatti che non costituiscono reato a seguito a nuove normative in materia. Ma i rifiuti potrebbero essere lì, anche se la stampa salentina sembra non interessata.

Altra città, altra discarica. A Nardò, pare che da Castellino provengano odori assolutamente sgradevoli e parte della popolazione è in allarme. La notizia diventa di dominio pubblico solo in seguito ad una richiesta del Sindaco (con relativo comunicato alla stampa) di aprire un’indagine sulla discarica.

Tra il 4 e il 5 di gennaio, cinque articoli parlano del presunto inquinamento da metalli pesanti delle falde acquifere collegato all’attività delle ex zincherie di Diso. Si legge del massimo impegno dei Sindaci della zona per accertare la verità, di un vertice istituzionale con Arpa e Asl, e delle dichiarazioni della stessa azienda la quale rassicura la cittadinanza sulla totale assenza di inquinamento.

Nessun pezzo sembra affrontare in modo critico l’argomento, andando al di là delle opinioni delle parti in causa, magari con l’aiuto di esperti oppure andando a raccogliere dati sul campo. Al termine delle sue interviste, Gigi Marzullo invita i suoi ospiti a farsi una domanda e a darsi una risposta. Qualcuno lo avvisi che nel Salento spesso ci sono domande e risposte spontanee senza bisogno di alcun sollecito.

Altro presunto caso di inquinamento ambientale quello che vede a processo la Tarantino concimi srl che opera tra Maglie e Melpignano. La prima udienza è prevista per il 12 gennaio, ma nei giorni precedenti ne parla solo Lecceprima (7 gennaio) in seguito, anche in questo caso, ad una nota inviata alla stampa della senatrice Lezzi del Movimento 5 Stelle, che invita i sindaci della zona coinvolta a costituirsi parte civile nel processo. Niente dell’inchiesta giudiziaria viene riportato, nonostante si stia per aprire il dibattimento.

Fino a qui i numeri. Ora qualche considerazione.

Dai dati sembra emergere un giornalismo di attesa: le notizie che arrivano in redazione sono sufficienti a portare a casa la pagnotta, così non serve andare a cercarsene altre. Ma anche sul materiale che giunge ai cronisti, il lavoro di approfondimento è molto spesso assente.

I titoli che richiamano a scandali e pericoli per la cittadinanza, devono ricorrere alle virgolette (dichiarazioni di politici in genere) perché nessuno verifica e analizza in modo critico quanto riportato dai comunicati o dalle conferenze stampa. La totale assenza della cultura, inoltre, è semplicemente anacronistica con un territorio che vorrebbe emergere e creare sviluppo proprio puntando su cultura e turismo.

La tendenza a riportare quanto politica, magistrati e forze dell’ordine decidono di divulgare, però, non influisce solo sulla qualità della stampa locale. Se in una comunità viene a mancare il punto di vista critico, la sorveglianza attiva, se non viene coltivato il sentimento dell’indignazione di fronte alle ingiustizie, tutto il tessuto sociale ne risente al ribasso.

Ed ecco che, emerge il dato più triste e drammatico di questo piccolo lavoro di indagine. Nel corso della settimana analizzata, i giornali hanno riportato, seppur passivamente, come detto, alcune importanti notizie.

  • Presunto inquinamento falda acquifera nel territorio di Diso
  • Presunta presenza di rifiuti altamente tossici nella discarica di Ugento
  • Presunto inquinamento e danno alla salute proveniente dalla discarica di Nardò
  • Presunto inquinamento proveniente da un’azienda che opera tra Maglie e Melpignano
  • Ennesimo episodio di intimidazione con armi da fuoco a Casarano
  • Disagi e condizioni di precarietà legati ai lavoratori socialmente utili
  • Disagi legati al maltempo con mancanza di sale per la viabilità e carenze dal punto di vista dell’assistenza sanitaria
  • Disagi legati al maltempo in uffici pubblici e scuole per giorni
  • Incendi di autovetture con cadenza quotidiana

La sensazione è che queste cose accadano dal nulla, per caso. Ma il giornalista, non può sempre credere alle coincidenze. Ogni tanto i puntini vanno uniti. O almeno, i fatti vanno messi in fila sperando che emerga qualche collegamento. Non si tratta solo di un modo di fare giornalismo. Si tratta di un dovere professionale e di un dovere nei confronti del proprio territorio.

Negli editoriali che si leggono suoi quotidiani locali, vi è spesso il riferimento ad un sentimento di vittimismo che attanaglia il Salento: i soldi si fermano a Bari; i parlamentari non difendono il nostro territorio; il presidente della Regione trascura Lecce. Ovvio, la politica va richiamata al proprio dovere e alle proprie responsabilità. Forse, anche i giornalisti della stampa locale hanno altrettanti doveri e responsabilità. Perché, se politica e criminalità sembrano avere mano libera sul territorio è anche perché chi ha il compito di vigilare, spesso, non lo fa.

 

 

Note.

  • I dati raccolti sono disponibili nel dettaglio per chiunque voglia consultarli.
  • I titoli degli articoli sono stati raccolti alle ore 20. Eventuali altri articoli pubblicati dopo le ore 20 non sono stati considerati. Si tratta comunque di alcuni casi isolati legati esclusivamente a fatti di cronaca.
  • Alcuni articoli potevano essere inclusi tanto nella categoria “cronaca” quella in quella “attualità”. Di volta in volta è stata effettuata una scelta per includere il titolo nella categoria che sembrava più rappresentativa. Questo aspetto aggiunge un carattere di soggettività all’inchiesta che comunque, si riferisce a pochissimi casi isolati che non alterano il quadro generale.
  • Ovvio che il lavoro non si è soffermato solo sull’analisi dei titoli, ma che la quasi totalità degli articoli è stata letta in modo che l’analisi potesse essere il più oggettiva possibile. Una sola considerazione personale dopo una settimana di lettura: noia!

1 Comment

  1. Giuseppe

    Aggiungiamo poi che in più occasioni la grammatica italiana è sconosciuta, gli articoli sono scritti come se fossero parte di un romanzo e qualche volta dopo aver letto un articolo viene da chiedersi “ma che c… hanno scritto” . Mi riferisco di più a Lecceprima.

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