“Così ne siamo uscite”. La testimonianza di due donne che hanno denunciato la violenza grazie al Centro Renata Fonte

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Hanno figli minori, hanno subito per anni violenza fisica e verbale. Hanno dovuto abbattere muri e pregiudizi, anche tra i loro familiari, per riuscire a denunciare. Ora sono “in carico” al Centro Renata Fonte. E hanno una nuova vita

 

“Ero un vegetale, mi sentivo in colpa. Ora ho una vita nuova”

“Ho vissuto momenti in cui da sola mi dicevo la colpa è mia.  Cercavo di giustificarlo facendomi io una colpa finché un giorno ho toccato il fondo.  Quando ho deciso di dare una svolta di dire adesso basta!  Tutti erano contro di me, inclusa la mia famiglia, mia madre che per mesi non mi ha rivolto parola.  Vivevo come un vegetale, piangevo sempre.  Grazie ad un’assistente sociale, che ha fatto da tramite con il centro, adesso vivo io e le mie figlie sorridendo. È stata dura, difficile, ho lottato sto lottando contro muri. Ho rischiato la vita, ma un giorno mi sono guardata allo specchio mi sono detta non sono io sbagliata. Ho iniziato a sorridere, uscire da casa a testa alta.  Truccandomi. Facendo vita sociale. E dopo un anno da disoccupata ho trovato anche lavoro.  Quindi oggi urlo ‘basta violenza fisica e verbale, nessuno più mi farà del male. Sono donna ma soprattutto madre orgogliosa’. Grazie alle donne meravigliose del centro oggi io e le mie principesse siamo felici. Donne, denunciate, chiedete aiuto. Fatelo per voi in primis ma soprattutto siate da esempio  ad i vostri figli e ai giovani. Grazie al centro antiviolenza Renata Fonte. Grazie  Maria Luisa Toto quest’anno sotto l’albero di Natale il più bel regalo….la nostra vita”.

 

“La violenza mi aveva tolto tutto. Anche la dignità”

“Mi sentivo sola, isolata,  in colpa, più stavo nella violenza e più  mi isolavo  perché pensavo che nessuno mi avrebbe ascoltata, capita,  aiutata.  La violenza ti toglie tutto.  Il respiro, la libertà, la dignità. Ci sono tante forme di violenza. Non è detto che se non ci sono i lividi non c’è violenza. La violenza è fatta di tanta Cattiveria e poi di rientri a casa con tante scuse e quasi sempre con regali. Ti senti sola, vedi tutto nero e riesci solo a piangere. Grazie al centro ora riesco a vivere più serenamente.  Mi sento forte.  So che non sono più sola.  So che la rete attorno a me è fatta di persone che possono realmente ascoltare, capire e tornare a farmi vedere il sole dietro le nuvole”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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